Articoli

Vacanze di Natale

vacanzanatale2

Anno 1983, a Cortina d'Ampezzo, durante le vacanze di Natale s'intrecciano le vicende di tre nuclei familiari. Mario (Claudio Amendola), figlio di un rude macellaio (che ha preferito le montagne innevate a "Ovindolo", come la chiama lui, è amico di stadio di Luca (Marco Urbinati), uno dei rampolli dell'avvocato Covelli, capo di una famiglia "bene". Donatone (Guido Nicheli) ed Ivana (Stefania Sandrelli) sono invece una coppia in crisi, lei troppo sognatrice e lui troppo attaccato ai "Danè". Filo conduttore e unico single della vicenda è Billo (Jerry Calà), pianista stagionale nella locanda dove s'intrecciano i fili narrativi della vicenda, sempre alla ricerca della donna facile e disponibile.

Capostipite della saga "Vacanziera" "Vacanze di Natale" di Carlo Vanzina rimane uno degli oggetti di culto del cinema italiano. Vanzina stesso ricorda le origini di questa opera cinematografica raccontando che nel lontano 1982 dopo la prima di "Sapore di Mare" il produttore Aurelio De Lauretiis andò da lui abbracciandolo e declamando al capolavoro. Il regista così accettò dal magnate un progetto da lui coniato ricalcando quello di un vecchio film sempre della De Lauretiis , cioè "Vacanze d'Inverno". Carlo ed Enrico Vanzina presero subito la palla al balzo trasferendo quasi tutto il cast di "Sapore di Mare" dalle spiagge nostalgiche degli anni 60 alle bianche vette di Cortina d'Ampezzo inizio '80. E, naturalmente fu subito successo.

 

Curiosa visione l'altra sera per festeggiare il ventennale di questo film campione d'incassi nel lontano '83. Dopo essermi seduto in una sala gremita da gente più o meno della mia stessa età hanno cominciato a sfilare come in una sorta di passerella da croisette il cast al completo del film sotto gli applausi estasiati degli astanti. Il primo a prendere la parola, naturalmente, è la mente partoriente del film, Carlo Vanzina, che, con la sua solita flemma, ha cominciato a raccontare l'origine e le sorti della pellicola. Di seguito il fratello cosceneggiatore Enrico che, umilmente, ha ammesso che il pubblico aveva afferrato un sottotesto di cui loro, nella fase di scrittura, non si erano indubbiamente accorti. "Ma ti rendi conto? Noi è con questi che siamo cresciuti", se ne uscita cinicamente una biondina seduta alle mie spalle. Insomma uno dopo l'altro si sono avvicendati sul palco un istrionico Jerry Calà, un nostalgico De Sica, un grande vecchio come Garrone, un ex soubrette come la Lentini e così via, intonando le battute mitiche della pellicola. Lo spegnimento delle luci in sala ha dato fuoco al delirio, la gente è andata in visibilio, applausi a scena aperta, battute intonate a memoria, mi sono voltato notando che la biondina di prima era la più agguerrita di tutte rammentando persino le frasi delle comparse, sembrava di stare in uno di quegli spettacoli di mezzanotte del "Rocky Horror Picture Show" in cui il pubblico si immedesima con i personaggi, noi con De Sica e Calà, e loro con Frank'n Further. In quel momento ho realizzato che la maggior parte degli spettatori che era lì non era tanto per il film, ma più che altro per i ricordi che suscitava, la nostalgia, la spensieratezza, il ritrovarsi giovani liceali davanti un cinema solo per farsi due risate, ripescare quelle emozioni che il tempo non restituisce più, rimanere perenni adolescenti era il senso di quella operazione. E come non dargliene atto, indubbiamente necessaria. Allora l'oggetto "Vacanze di Natale" ha superato l'ostacolo banalmente narrativo, Vanzina è riuscito a superare sé stesso non avendo la presunzione di farlo. Insomma si riesce ad essere grandi anche senza volerlo.

 

Ciakitalia

Ufficio: +39 06 72900651/2
Fax: +39 06 72900653

>>   Contatti

>>   Login

>>   Registrazione

>>   Sitemap

ALEXA APPLICATIONS

 

>>   Alexa Plus Simulator

>>   Frameline Generator

>>   Pocket Guide

 

© 2016 Ciakitalia - Tutti i diritti sono riservati -