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Squadra Antimafia

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Claudia Mares, vice questore della Squadra mobile di Roma con un passato da agente di scorta in Sicilia, è richiamata a Palermo da Stefano Lauria, suo vecchio collega, per indagare sulla scomparsa di un ingegnere delle telecomunicazioni. Lauria viene ucciso sotto gli occhi di Claudia, purtroppo prima che possa parlare di ciò che aveva scoperto. Claudia prende il suo posto a capo della "Duomo", la squadra che arrestò Bernardo Provenzano tre anni prima, l'ultimo padrino di Cosa nostra. Il gruppo è composto da Alfiere, Africa, Gigante e Viola. La squadra inizia a indagare sull'omicidio di Lauria, ma nel frattempo sta facendo anche ricerche sulla scomparsa di un ragazzo, Nicola Licastro, figlio di un commerciante di mobili appartenente all'associazione "Basta Pizzo", e continuando l'indagine sull'ingegnere. Le piste che segue la portano a scoprire una guerra tra vecchi e nuovi boss: tra Michele Lopane e Giacomo Trapani, capo delle famiglie scacciate da Palermo negli anni ottanta per mano dei Corleonesi. La nuova guerra per il territorio coinvolge anche Rosy Abate, una donna che Claudia conosce bene, esponente di una delle vecchie famiglie sul territorio controllate da Giacomo Trapani, scampata da bambina ad un attentato nel quale restarono uccisi i suoi genitori grazie all'intervento proprio della Mares, che ora dopo un lungo periodo di esilio passato negli Stati Uniti d'America è rientrata a Palermo. Avvalendosi della sua collaborazione e del vice questore Ivan Di Meo, la "Duomo" inizia ad entrare nei traffici e nelle nuove dinamiche delle famiglie mafiose. La presenza di una "talpa" all'interno della squadra causa non pochi problemi nel corso delle indagini.

È trascorso un anno dagli avvenimenti che hanno segnato la vita di Claudia Mares, confermata nel suo incarico di vice questore capo della squadra antimafia di Palermo. Al suo fianco ci sono tre nuovi elementi: Sandro Pietrangeli, detto Pietra, un ex agente sotto copertura dai metodi grezzi e diretti, Luca Serino, milanese d'ufficio trapiantato nella difficile realtà siciliana, e la giovane Fiamma Rigosi, per inclinazione e indole sempre dalla parte dei più deboli, esperta d'informatica e di sorveglianza elettronica. La squadra è subito impegnata a seguire l'avvocato Cifalà, uomo di fiducia della famiglia Abate, che sta per chiudere nuove alleanze. La "Duomo" è in missione in un ristorante dove sta per avvenire un incontro tra siciliani, calabresi, un sudamericano e un quarto misterioso uomo. Claudia crede di aver riconosciuto in quell'uomo Ivan Di Meo. Prima un sospetto, poi la sconcertante conferma: Ivan, il poliziotto corrotto che Claudia ha amato alla follia, dato ufficialmente per morto, a quanto pare è vivo ed è passato definitivamente dalla parte dei mafiosi. Per Claudia è un duro colpo, ad aiutarla nel suo sconforto c'è anche Rosy Abate la cui famiglia continua ad essere bersaglio dei clan rivali e delle imboscate della polizia. In una di queste perdono la vita Vito e Carmine, gli ultimi due fratelli di Rosy. Le indagini della squadra si concentrano sulla scalata della famiglia Abate (guidata da Nardo), che è più che mai decisa a riprendersi Palermo. Il vero business questa volta però viene dall'estero, in particolare dalla Colombia: il super ricercato Gaetano Lipari, detto "Il Santo", è in arrivo in Italia, con l'intenzione di riunire gli esponenti delle cosche mafiose, dei clan camorristici campani e della 'ndrangheta calabrese; un summit tra capi che riscrive la struttura del traffico di droga internazionale. La squadra di Claudia cerca di catturare il pericoloso sudamericano, di cui nessuno conosce il vero volto, e di sgominare l'operazione. In questo scenario Ivan Di Meo agisce nell'ombra, su più fronti, sempre in bilico tra il bene e il male. Ad aiutare Claudia c'è l'uomo di cui si fida di più, Alfiere, che per la sua grande esperienza è determinante nel corso delle indagini, anche se il destino non gioca a suo favore, dato che sacrifica la propria vita per proteggere Claudia. Al fianco degli uomini della "Duomo" si inserisce una figura dai connotati e dai trascorsi non propriamente limpidi: l'agente dei servizi segreti De Silva. Appartenente ad una frangia dei servizi deviati, l'agente avvicina Claudia inizialmente per affiancarla nella ricerca di Ivan Di Meo. Presto però De Silva si rivela un soggetto molto pericoloso, corrotto e senza scrupoli, interessato solo a perseguire i suoi scopi, che diventa come un'ombra nera, sempre presente sulla strada delle indagini di Claudia.

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